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Dino Frisullo
Damiano Giovanni Frisullo, Dino per gli
amici, nasce a Foggia nel 1952.
Si trasferisce ancora ragazzo a
Perugia, al seguito dei genitori.
Dal 1987 al 1991 partecipa ad
un’esperienza di cooperazione con i palestinesi tramite l’associazione Al Ard
(La Terra), costruendo il Comitato che riesce a sviluppare iniziative in tutta Italia ed a sensibilizzare sul problema
della Liberazione del Popolo Palestinese.
Nei tre anni di questo lavoro crea e
sostiene microprogetti per cooperative
palestinesi, soprattutto femminili, e, anche attraverso viaggi in Palestina
riesce a raccogliere, complessivamente, da solo e senza finanziamenti
istituzionali, quasi 80.000 dollari.
Dopo una collaborazione con la Casa dei
diritti sociali di Roma, nel 1990 Dino Frisullo entra a far parte
dell’Associazione Senzaconfine , diventandone il Segretario nazionale.
Questa esperienza lo porterà a scrivere
articoli per la rivista dell’associazione, presieduta dall’europarlamentare
Eugenio Melandri, ma soprattutto ad essere un instancabile animatore ed
organizzatore di battaglie e di scioperi della fame, ai quali partecipava in
prima persona, in sostegno dei diritti degli immigrati e dei rifugiati.
Dopo aver contribuito, nel 1986 alla I sanatoria per i lavoratori
immigrati, nel 1990 il suo lavoro
politico fu determinante nel sostegno alla sanatoria della Legge Martelli:
con l’esperienza della Pantanella – una ex fabbrica
dismessa occupata da diverse comunità di immigrati senza casa - insieme a Don
Luigi Di Liegro; con l’esperienza del “Patto per un Parlamento antirazzista”,
una collaborazione tra parlamentari di vari gruppi politici e associazioni
antirazziste per promuovere leggi di stampo antirazzista e per il
riconoscimento dei diritti degli immigrati in Italia.
Ancora,
nel ’95 con uno sciopero della fame in sostegno della sanatoria poi approvata
con il decreto Dini; la mobilitazione e l’impegno per una visione più ampia dei
diritti dei migranti nel momento della discussione e della approvazione della
legge Turco Napolitano; la battaglia per la chiusura dei centri di permanenza
temporanea, uno sciopero della fame culminato poi nella carovana dei diritti
dei migranti insieme agli immigrati e alla camera del lavoro di Brescia nel
2001, per lo sblocco dei permessi di soggiorno ancora non rilasciati a tre anni
di distanza dalla sanatoria prevista dalla legge 40/98.
E’ stato
fondatore e portavoce sin dalla sua costituzione (1995) della Rete
antirazzista, struttura nazionale di coordinamento fra associazioni
antirazziste e per la difesa dei diritti dei migranti.
E’ stato uno
degli estensori, promotori e presentatori di leggi di iniziativa popolare per:
l’estensione del diritto di voto nelle elezioni amministrative agli stranieri
extracomunitari; la civilizzazione delle competenze in materia di soggiorno; la
riforma del regime giuridico della cittadinanza italiana.
E’ stato
componente della Consulta nazionale “per i problemi degli immigrati e delle
loro famiglie”, istituita dal Consiglio dei Ministri durante il governo
D’Alema.
Si è occupato
dall’inizio del naufragio del Natale ’96, definito naufragio “fantasma”, con un
dossier pubblicato su “Narcomafie” nella primavera del ’97, e con un lavoro di
controinchiesta insieme ai familiari delle vittime di quella tragedia, che ha
portato all’apertura di un processo contro alcuni tra i responsabili di quella
tragedia.
Fra i primi in Italia – da dieci anni -
a dedicarsi al sostegno della causa kurda, è fondatore dell’associazione Azad
per la libertà del popolo kurdo, e ne diviene portavoce nazionale.
Viene arrestato e picchiato una prima
volta in Turchia nel settembre 1997 durante la manifestazione del “Treno della
pace”, un’esperienza di “interposizione dal basso” che vede una delegazione di
osservatori internazionali sfidare il governo turco per denunciare le
violazioni dei diritti umani e la guerra sporca contro la minoranza kurda.
Più eco sulla stampa avrà il suo
secondo arresto, avvenuto il 21 marzo 1998 durante le manifestazioni del
Newroz, il Capodanno kurdo che è un forte simbolo di unità nazionale per i
kurdi e diventa un momento di rivendicazione dei diritti negati, il diritto
alla propria lingua, alle proprie tradizioni e all’autodeterminazione.
Dino viene arrestato mentre cerca di
difendere un bambino che viene picchiato selvaggiamente dalla polizia.
Successivamente, quando Abdullah
Ocalan, leader dei kurdi sparsi per tutto il mondo, arriverà in Italia, sarà
tra gli animatori delle manifestazioni di solidarietà con il Presidente del PKK
che vedranno l’arrivo di migliaia di rifugiati kurdi da tutta Europa.
Promotore di numerose iniziative e
progetti per queste ultime associazioni fino ai suoi ultimi giorni di vita, con
numerosi articoli pubblicati su riviste specializzate e quotidiani (tra cui Manifesto
e Liberazione).
Libri pubblicati:
Dino
Frisullo, Serhildan! La lunga intifada kurda in Turchia, La città del
sole, Napoli, gennaio 2003
Dino
Frisullo, La pietra del ritorno, Cuneo, Sensibili alle Foglie, 2000
Dino
Frisullo, Se questa e' Europa. Viaggio nell'inferno carcerario turco, Odradek,
Roma 1999
Dino
Frisullo, L'utopia incarcerata, L'altritalia, Roma, 1998
Il Manifesto Giugno 2001
Autorganizzazione dei migranti
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